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Chi sono

Federico Vottre

Mi chiamo Federico Vottre e, come dico spesso a mia nonna quando mi chiede “Che lavoro fai?”, io rispondo: “Gioco con i pennarelli”.

Adesso hai due scelte: darmi del bambino infantile e lasciare questa pagina, oppure continuare a leggere di quella volta che ho sconfitto 4 ninja in un vicolo buio dietro ad un pub di Belfast, con una mano legata dietro la schiena e un occhio bendato (solo perchè insegno Aikido a Lissone, n.d.a.).

Ok, forse ero solo ubriaco. Devi perdonarmi, ma ho sempre amato le storie… soprattutto le storie che si celano dietro ogni persona che incontro.

Perchè quella signora sta indossando un cappotto giallo? Come mai quella ragazza sta urlando al telefono? Quanto è felice quel bambino che sta mangiando un gelato al cioccolato?

Finite le medie la Prof di Matematica disse a mia mamma, in modo lapidario, “Suo figlio non è adatto ad un Liceo”. E aveva ragione.

Così finii all’Istituto Statale d’Arte di Monza, un luogo dove ogni adolescente poteva esprimere ed esplorare la propria creatività. Lì mi hanno insegnato una cosa preziosa: a guardare il Mondo con occhi diversi. Fotografia, Video, Progettazione e Comunicazione… tutto si può riassumere in “Come pensano e agiscono le persone?”

Finite le Superiori sentivo che mi mancava qualcosa… una base solida in materie fino a quel momento a me ignote. In un atto di follia, mi iscrissi alla Facoltà di Scienze Politiche, con indirizzo Scienze Internazionali ed Istituzioni Europee, all’Università Statale di Milano.

Perchè? Perchè passare da un covo di fattoni creativi a milanesi chic che parlavano di Economia Internazionale, Statistica e Diritto Pubblico Comparato? Perchè volevo costruirmi le basi per capire una parte di Mondo che a me era totalmente oscura.

Dopo l’Università intrapresi il mestiere dell’Assicuratore. Quanti “schiaffi telefonici” che presi… telefonate a freddo, tentativi di vendita e trattative commerciali non sempre andate a buon fine. Ma una grande scuola di vita. Imparare ad acquisire un contatto, condurre la trattativa, metterci la faccia e cercare di trasformare un no in un sì sono stati momenti importanti per la mia crescita professionale. Mettersi nei panni delle persone, torniamo sempre lì…

Poco dopo, però, il primo amore è tornato prepotente in me: la comunicazione visiva. Ho ripreso gli studi e ho iniziato un altro tipo di carriera in Azienda come UX/UI Designer. Progettazione di Siti Web e App, prototipizzazione e incontro con i Clienti per capire chi fossero le Buyer Persona del progetto, quali fossero gli ostacoli da dover superare e gli obiettivi da raggiungere.

Qui è successo qualcosa di imprevisto. Avrei continuato a fare il Designer verticale, senza troppe recriminazioni. Ma no, il mio cervello bacato ha voluto a tutti i costi saperne di più.

Come posso migliorare il Sito Web di un Cliente? Bene, facciamoci spiegare dagli sviluppatori come funzionano le performance di un Sito. Come posso aiutare l’Azienda a portare più traffico sul Sito? Bene, studiamo come funziona la SEO. Come posso creare una Strategia di vendita sul Sito? Bene, studiamo cos’è una Landing Page e che cos’è un Funnel. Il tutto è a norma? Bene, studiamo il GDPR.

Da verticale, mi sono ritrovato a crescere a T. Da “focalizzato su un solo Canale di comunicazione (il Sito)” mi sono stati affidati sempre più compiti strategici solo perchè ero l’unico stronz… ehm… l’unico che avesse un background e un’esperienza multidisciplinare.

Quando malauguratamente ho deciso di fare il Consulente di Marketing e aprire la P.IVA, invece di trasferirmi a Dubai su una Lamborghini, ho avuto modo di seguire diversi progetti, sia nel B2C che nel B2B, come Digital Strategist.

Queste esperienze mi hanno permesso di lanciare un business su Amazon legato al mondo dei prodotti per bambini e, visto il successo, di creare un “parenting and motherhood blog” in lingua inglese indirizzato ad un pubblico USA.

E guarda un po’ cosa faccio oggi? Ho espanso ancora di più i miei orizzonti verso qualcosa che sta sopra a tutto: la Customer Experience. Una “materia” che ha a che fare con i processi aziendali, con la vendita, con il marketing, con il design, con la comunicazione e, soprattutto, con il rapporto prima, durante e dopo con il Cliente.

Ma perchè mi sento la CX come un vestito cucito addosso e come un naturale sbocco professionale? Perchè credo che il Viaggio del Cliente non sia altro che una bellissima storia da dover scrivere, comprendere e vivere giorno dopo giorno cercando di raggiungere un lieto fine.

Osservare le persone, i loro comportamenti, le decisioni che prendono e cosa influenza le loro scelte mi fanno sempre venire voglia di prendere carta e post-it ed iniziare… a giocare con i pennarelli.

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